5 preziosi consigli per stare bene con se stessi, tutti i giorni

Quante volte ci sentiamo stanchi, stressati, e sentiamo il bisogno di ritrovare un equilibrio? Il lavoro e i ritmi quotidiani rischiano di rendere i momenti di compagnia e di relax delle perle rare nella routine di ciascuno di noi. Per questo motivo può tornare utile trovare il tempo di leggere, e nello specifico di leggere The Engagements di J. Courtney Sullivan, con i suoi preziosi consigli per le donne che sono alla ricerca di un maggiore benessere.

Prima di tutto, è importante sapere stare da sole. Ritagliarsi degli spazi personali, per un libro o una camminata, per fare quello che piace. La compagnia è bella e necessaria, soprattutto se “buona”, ma non deve mai diventare una dipendenza, un sine qua non per stare bene. Al contrario dalla solitudine possono nascere scoperte e riflessioni utili, sull’oggi e sul domani.

L’autrice sostiene anche l’importanza del mare, per la serenità. Non tutti hanno la fortuna di poterlo vedere frequentemente, magari lavorano in città distanti dalla costa, trafficate e rumorose. A maggior ragione, trovare il tempo ogni tanto per vedere il mare è importante. Sul mare si respira un’aria più pulita, rigenerante. Confrontarsi con un simile spazio permette ai pensieri di liberarsi e alla mente di distendersi.

Come detto sopra, avere dei buoni amici è fondamentale. Ma quando le strade si dividono è importante anche sapere rispettare gli spazi reciproci: non sempre potranno rispondere subito alle tue chiamate o ai messaggi, né presenziare a tutte le occorrenze. Tuttavia, bisogna sapere individuare i momenti di profonda necessità. Al richiamo d’aiuto di un amico, i veri amici non possono che rispondere. Se i tuoi sono dei buoni amici, faranno lo stesso per te, donandoti un forte sentimento di confidenza e di sicurezza.

Un quarto consiglio utile? Imparare a parlare un francese fluente, con tanto di “r” moscia. Il motivo potrebbe sfuggire a prima vista, ma l’autrice avrà i suoi buoni motivi per averlo scritto. Ad ogni modo, imparare una nuova lingua può sempre tornare utile, e se fatto con interesse e passione aiuta a fare spaziare la mente. Si viaggia meglio, con una lingua in più: è tutto di guadagnato.

Infine, quello più importante per vivere bene, smetterla di colpevolizzarsi sempre e a tutti i costi. Non aiuta nessuno, né gli altri, né i tuoi prossimi passi. Il tuo passato ormai è stato fatto, ma il futuro è tutto da scrivere e avere confidenza in se stessi è spesso l’ago della bilancia. Meglio lasciare a casa la tendenza all’auto-flagellazione quindi. Provate a farne a meno, vedrete che differenza.!

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consigli utili: come bere più acqua

Si sa, bere acqua fa bene per 30000 motivi. Se come me non riuscite a bere neanche due bicchieri di acqua in più al giorno, vi lascio i classici semplici trucchetti con i miei commenti!

1. Comprate una borraccia colorata e divertente. o semplicemente una bottiglia di acqua piccola che vi piaccia, io adoro quella con lo squaletto di tiger per esempio.

2. Puntate una sveglia e ogni due ore bevete due bicchiere di acqua. Così facendo, avrete correttamente introdotto la giusta quantità di acqua. Si, utile ma che palle. Non so voi ma raramente posso permettermi di stare dietro alle sveglie durante la giornata. Il mio consiglio: finite la bottiglietta prima di pranzo, poi un altra entro metà pomeriggio e l’ultima entro cena!

3. Tè e tisane, prendete l’abitudine di bere due belle e buone tazze di tè o tisane durante il giorno, ma cercate di non eccedere con lo zucchero. Ottima idea! io personalmente ne bevo una dopo pranzo (se posso concedermi un’oretta di relax mentre guardo la tv) e alla sera, se sono a casa una durante un film!

4. Bere durante i pasti o gli snack vi permetterà anche di sentirvi sazi prima e di bere, ovviamente, di più. Giusto, ma io non riesco. Semmai bere un bel bicchiere prima del pasto mi aiuta, mentre durante mi gonfia e il più delle volte mi rovina la digestione!

5. Aromatizzare l’acqua, se il gusto dell’acqua non vi piace proprio, provate ad aromatizzarla con fettine di lime o limone, foglioline di menta, pezzetti di fragole o arance o con qualsiasi frutta e verdura. Soddisferete il vostro palato e introdurrete molta più acqua nel vostro organismo. Questa è la mia preferita! adoro l’acqua con il limone, come citavo prima quella di tiger al limone è buonissima!

12 consigli insoliti per stare bene che funzionano veramente: per riposare, bevi caffè; se ti senti gonfio, bevi acqua

Alcuni accorgimenti per restare in forma sono abbastanza scontati: mangiare meno e fare attività fisica per perdere peso; dormire di più per sentirsi meno affaticati; bere di più per favorire l’idratazione. Altri invece, sono più insoliti. Questi 12 consigli ti lasceranno a bocca aperta, eppure funzionano.

1. Bere caffé per riposare meglio
Caffé o riposino? Entrambi. Uno studio giapponese ha dimostrato che è più sveglio e pimpante chi, al rito della tazzina, unisce subito dopo un riposino di venti minuti. Come mai? La caffeina deve attraversare tutto il tratto gastro-intestinale, entrare nel flusso sanguigno e impiega circa 20 minuti ad arrivare al cervello. Chi occupa quel lasso di tempo con una siesta è più scattante di chi non lo fa. Perché un pisolino che termina giusto quando inizia l’effetto della caffeina sgombra il campo dagli effetti di questa molecola, e dopo ci si sente più attivi. “L’adenosina è l’antitesi della produttività” spiega Allen Towfigh, direttore del Dipartimento di Neurologia e Medicina del Sonno a New York. “Quando il livello di adenosina cresce, ci sentiamo più stanchi. La caffeina invece agisce da adenosina-inibitore, riduce i suoi effetti e amplifica quelli del riposo”.

2. Non lavare i denti subito dopo pranzo
Non spazzolare i denti subito dopo aver mangiato o bevuto. I cibi acidi – agrumi, bevande nutritive per sportivi, pomodori, soda – possono infatti indebolire e graffiare lo smalto dei denti come fossero “roccia arenaria”, assicura Howard R. Gamble, presidente uscente della Accademia di Odontoiatria Generale.

3. Per scendere di una taglia, aumenta di peso
Tra due donne, a parità di peso, ad es. 68 kg, quella con massa muscolare maggiore vestirà meglio un paio di pantaloni rispetto all’altra che, pur pesando uguale, conduce una vita sedentaria. Analogamente, una donna la cui massa muscolare pesa 68 kg porterà la stessa taglia di una che ne pesa 60 ma che non svolge attività fisica. E, per di più, la indosserà meglio. La ragione è questa: anche se un kg di massa grassa pesa quanto un kg di massa muscolare, i muscoli sono più piccoli e occupano meno spazio – spiega Mark.Nutting, fitness director al SACO Sport & Fitness. “Si possono avere muscoli più grandi e risultare più magre se a dimagrire è la massa grassa”. L’accumulo adiposo tanto temuto dalle donne si verifica quando i muscoli si ingrossano senza che al contempo vengano bruciati i grassi”. Se volete dimagrire tagliate le calorie e fate attività fisica.

4. Per mangiare meno, mangia di più
“Sgranocchiare un pacco di biscotti da 100 calorie o pretzels può sembrare una scelta virtuosa, ma probabilmente ti farà venire più fame che se mangiassi qualcosa di più sostanzioso” spiega Amy Goodon, dietologo per Centro di Medicina sportiva Ben Hogan in Texas. “Mangiare piccole quantità di carboidrati non fa altro che far salire il livello di zuccheri nel sangue e induce il corpo a richiedere altri carboidrati”. Per questo Goodson raccomanda di consumare cibi ad alto contenuto calorico, come il burro d’arachidi o del formaggio accompagnato da una mela. “Hanno un contenuto calorico molto alto ma proteine e grassi sono energetici e aiutano a restare sazi più a lungo. Così, nel complesso, si introducono nel corpo meno calorie”.

5. Se ti sento stanco, non bere gli energy drink
“Gli energy drink contengono 5 volte più caffeina che caffè, ma la carica che danno è passeggera e ha come effetti collaterali nervosismo, irritabilità, tachicardia” assicura Goodson. Queste bevande contengono spesso alti livelli di taurina – che è uno stimolante del sistema nervoso – e contengono più di 50 grammi di zucchero a lattina (l’equivalente di 13 cucchiaini da té). Questa grossa quantità di zuccheri fa innalzare il livello di glucosio nel sangue per poi farlo precipitare subito dopo, lasciando una sensazione di confusione e il desiderio di berne un altro.

6. Se vi sentite gonfi, bevete acqua
“A bere l’acqua quando ci si sente gonfi potrebbe sembrare di peggiorare la situazione, ma non è così” sostiene James Lee, gastroenterologo al St. Joseph Hospital a Orange, California. “L’acqua, infatti, unendosi alle fibre solubili si trasforma in una sostanza gelatinosa che agisce sulla motilità intestinale e allevia il senso di gonfiore, compreso quello dovuto a scarsa idratazione. Quando si è disidratati, l’organismo si “aggrappa” all’acqua, provocando un senso di gonfiore.

7. Dimenticatevi delle bibite gassate per dimagrire
Dite addio alle bibite gassate, anche a quelle dietetiche. Uno studio della John Hopkins Bloomberg School of Public Health ha dimostrato che gli adulti obesi e in sovrappeso che consumano bevande dietetiche assorbono più calorie dal cibo rispetto a chi non beve regolarmente bibite gasate. Inoltre, uno studio dell’Università del Texas, ha riscontrato un aumento della circonferenza del 70% in dieci anni in chi consuma spesso bevande gassate rispetto a chi non lo fa regolarmente. “Inoltre, molte persone sono convinte che le scritte “basso contenuto di zuccheri” o “light” significhino meno calorie, ma non è sempre così” spiega Goodson. “Quando dicono di aver tolto qualcosa, ma il gusto è sempre lo stesso, vuol dire sono stati aggiunti altri zuccheri”.

8. Bere una bevanda calda per rinfrescarsi
In una calda mattina d’estate secondo voi quale bevanda è più refrigerante?Caffé in ghiaccio o caffé caldo? Il secondo, certamente. Lo dimostrano recentemente alcuni studi – e altre culture da tempo immemore (il té caldo durante le estati torride è la norma in India). Bere una bevanda calda, comporta nel corpo un cambio di temperatura e quindi la sudorazione. Non appena il sudore evapora, lascia il posto a una sensazione di freschezza.

9. fai attività fisica anche se sei stanco
Dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, fare attività fisica è l’ultima cosa che si vorrebbe fare. E 30 minuti di sport spazzano via fatica e malumore. “Qualunque attività del nostro corpo richiede l’apporto di ossigeno. Lo sforzo fisico ci aiuta a lavorare in modo più efficiente e a raggiungere l’equilibrio mentale”sostiene Nutting, medico al Centro di Medicina dello Sport.

10. Usa carta e penna per migliorare la memoria
Prendere appunti al computer permette di essere più veloci e scrivere più informazioni, ma prenderli a mano permette di memorizzati meglio. “Imparare qualcosa vuol dire averlo rielaborato” spiega Towfight dell’Indiana University “E prendere appunti sul taccuino permette di rielaborare le informazioni”. Dare uno sguardo al blocknotes, poi, riporta alla mente il materiale scritto e consente di padroneggiare meglio le informazioni già elaborate.

11. Per migliorare la tua relazione, passa meno tempo con il tuo partner
Passare da un party a un altro senza avere tempo per respirare può influire negativamente sulla tua relazione. Passare del tempo da solo invece aiuta a ragionare sui propri pensieri piuttosto che agire di impulso e, di conseguenza, permette di conoscersi meglio – sostiene Elizabeth Lombardo, autrice di Better Than Perfect: 7 Strategies to Crush Your Inner Critic and Create a Life You Love. . Il tempo dedicato a se stessi permette di conoscersi meglio ed essere più consapevole nel dare e nel ricevere in una relazione. Riduce l’ansia e lo stress, il che non può che essere benefico per il partner”. Perciò meditate, passeggiate in solitaire. Anche andare in un caffè e guardarsi intorno, persino fare il bucato, possono fare bene.

12. Getta via i detergenti antibatterici
Usare detergenti antibatterici al posto di quelli ordinari non riduce le probabilità di ammalarsi – non c’è alcuna evidenza scientifica che dimostri che siano più efficaci dei saponi normali. Anzi, l’esposizione prolungata ad alcuni ingredienti contenuti in questi prodotti, come il triclosan, può comportare altri problemi di salute come lo sviluppo di una forte resistenza ai batteri o effetti ormonali indesiderati. Servono ulteriori ricerche sugli effetti del Triclosan e l’FDA (l’Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) intende obbligare le industrie farmaceutiche a dimostrare che i loro prodotti sono sicuri anche se se ne fa un uso prolungato.

Seneca

“La vita è breve: evitiamo, dunque, programmi troppo estesi: ogni giorno, ogni ora ci mostra la nostra nullità e ricorda a noi smemorati, con qualche nuovo argomento, la nostra fragile natura. Allora noi, che facciamo programmi come se la nostra vita fosse eterna, siamo costretti a pensare alla morte. Si volge, infatti, ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.”

Riflettiamo

“Non per farmi i fatti tuoi, però io al tuo posto ci penserei bene prima di fare questo e quest’altro”; “Fossi in te, io avrei già scelto”; “In questi casi, io faccio così e consiglio caldamente anche a te di fare lo stesso”. La tendenza a dare suggerimenti – solitamente non richiesti- è molto diffusa. È un impulso che molti faticano a trattenere, tanto che arrivano a essere direttivi, influenzanti e ricattatori, come se, invece di un consiglio, si trattasse di un diktat: “devi” fare come dico io. Questo atteggiamento, che sembrerebbe basato su una presunta sapienza del vivere o su un’esperienza ben elaborata, rivela in realtà tutto il contrario. Chi fa così guarda di continuo la vita degli altri per non guardare la propria, che di solito ha tante falle e richiederebbe una bella e approfondita revisione. Non solo: i consigli più caldeggiati riguardano soprattutto proprio quegli aspetti che non riusciamo a mettere a posto nella nostra vita, quelli per i quali non abbiamo nessun “curriculum” valido per poter suggerire qualcosa di buono. O quelli sui quali siamo più insicuri.

Si diventa noiosi

In pratica cerchiamo di far andare la vita dell’altro come vorremmo che andasse la nostra. Questo continuo consigliare ottiene solo effetti negativi, che vanno ben compresi se si vuole riportare il baricentro su se stessi. Consideriamo che chi riceve il consiglio non l’ha chiesto, quindi forse non ne ha bisogno e può irritarsi per questa irruzione; inoltre può sentirsi svilito da questa sicumera. E se farà un errore potrà chiamarci in causa come artefici dello sbaglio. Ma al di là di tutto, è proprio il personaggio di “quello che dà i consigli” ad annoiare: la sua presenza, sotto forma di un minaccioso vaticinio sottinteso («Se non fai come dico le cose non ti andranno bene»), viene alla fine percepita come un petulante malaugurio. Senza dimenticare che da questo atteggiamento nascono alcuni fra i più grandi equivoci e litigate, come quelli tra suocera e nuora, tra suocero e genero, tra amici/amiche del cuore, tra genitori e figli, tra colleghi troppo in confidenza. Poniamo fine a tutto questo e occupiamoci di noi stessi: il miglior consiglio è l’esempio di una vita serena.

Fanno male a chi li dà e a chi li riceve

Se dai troppi consigli

– Perdi di vista te stesso.
– Risulti saccente e invadente.
– Sei inascoltato o evitato.

Se li subisci troppo

– Fai scelte non autentiche.
– Ti senti dubbioso e insicuro.
– Provi insofferenza e rancore.
La guida pratica

Così riporti il baricentro sui tuoi veri bisogni

Chiediti se sei felice

Se ti rendi conto che tendi a intervenire di continuo nella vita degli altri, forse vuol dire che ci sono cose che non vanno nella tua. Prova a chiederti: sto seguendo la mia strada? Sto facendo quello che mi piace, che mi appassionava una volta? Più aumenti le occasioni di felicità per te, meno avrai bisogno di mettere il naso in quella degli altri. È una questione di… baricentro.

Lascia che le cose accadano

Bisogna ammettere con se stessi che i continui consigli, che sembrano espressione di una bontà senza freni, contengono in realtà anche un enorme bisogno di controllare la realtà circostante. Prova per due settimane a non dare consigli a nessuno e poi osserva: il mondo è andato avanti ugualmente? Gli altri se la sono cavata? Sicuramente, e magari pure meglio.

Consiglia solo su richiesta

Per dare un buon consiglio, bisogna che l’altro te lo chieda, e che te lo chieda in modo serio, pronto non a seguirlo acriticamente ma a valutarlo bene. Dai consigli solo su ciò che conosci, altrimenti astieniti, e calibrali sulla persona che hai davanti, immedesimandoti in lei e non su quello che tu vorresti che lei facesse, magari per tuo interesse personale

Consigli non richiesti: Come aumentare l’autostima

Fissate degli obiettivi reali
Per aiutare la vostra autostima, fissate degli obiettivi che siano credibili e raggiungibili ma con fatica.

Ad esempio, non abbiate come scopo quello diventare il Presidente degli Stati Uniti se vivete in Italia.

Obiettivi troppo elevati non vi faranno a credere in voi stessi ma anzi confermeranno la pessima opinione che avete su di voi.

Allo stesso modo, obiettivi troppo semplici da raggiungere non aiuteranno ad aumentare la vostra autostima.

Curate il vostro aspetto
Per sentirsi sicuri e piacersi, è necessario curare anche il proprio aspetto esteriore.

Pensate se andaste a un incontro di lavoro trasandati, potrete mai ottenere lo stesso effetto che avreste con un outfit ben curato?

La risposta è no e questo vale anche per il vostro specchio.

Come potete piacervi e puntare su di voi se non curate la parte più visibile di voi stessi?

Rispettatevi
Chi si rispetta, si dà valore e quindi si stima.

Cosa significa rispettarsi? Prima di tutto vuol dire ascoltarsi e dare voce ai propri bisogni e pensieri.

Per aumentare l’autostima e credere di più in voi stessi, cominciate a dire qualche no, a fare quello che davvero ritenete giusto (voi, non gli altri) e a puntare sulle vostre opinioni.

La vostra sicurezza crescerà a dismisura.

Up and down
L’autostima non è una costante. Vi sarete accorti di avere periodi in cui la vostra autostima è più alta e altri periodi in cui fate più fatica a sentirvi sicuri.

Queste montagne russe sono la più importante delle spie di allarme: la nostra autostima (calante) ci sta avvisando che stiamo mettendo da parte i nostri bisogni per inseguire quelli degli altri.

Se siete in uno di questi momenti, potete fermarvi e valutare quali aspetti della vostra vita potete modificare per ritornare nel punto più alto delle montagne russe della vostra autostima.

Ex vegani e vegetariani spiegano perché sono tornati a mangiare carne

CLAUDIA, 31 ANNI, EX VEGANA

Sono diventata vegana a 25 anni. È stata una scelta improvvisa e mi ci sono buttata di petto, senza vie di mezzo. Ero a casa con la febbre per una fortissima allergia stagionale e avevo un sacco di tempo da perdere, così mi sono ritrovata a leggere forum e articoli sull’argomento: dopo quattro giorni di letture intensive ho deciso di diventare vegana, senza passare per il vegetarianismo. Non ho visto video di animali portati al macello né i film “vegani” più famosi, come Earthlings. Non ne ho avuto bisogno: la scelta mi convinceva dal punto di vista etico, di salute e ambientale. L’unico dubbio che avevo all’inizio, essendo una persona molto sportiva, riguardava cosa avrei dovuto fare per bilanciare la dieta.

Per un paio d’anni è andato tutto benissimo, esami del sangue perfetti e allergia svanita. In quel periodo ero anche un’attivista: andavo a manifestazioni e raccoglievo firme per iniziative contro il bracconaggio. Però a un certo punto la dieta irreprensibile che seguivo ha cominciato a venirmi a noia: sentivo proprio la mancanza di certi sapori e il pesce e le uova me li sognavo letteralmente la notte. Per un po’ mi sono buttata sui prodotti vegani che richiamano quelli per onnivori, finché non mi sono resa conto che la soia mi stava facendo male. Sopratutto le uova sono diventate un’ossessione—almeno finché non ho scoperto che i genitori del mio compagno, che vivono in campagna, avevano un paio di galline. Ho ricominciato a mangiare qualche uovo ogni tanto quando li andavo a trovare.

Nel frattempo mi sono trasferita in Germania. Ho cominciato a studiare per diventare nutrizionista, a fare più spesso sport. Ho anche cominciato a fare pensieri ossessivi sul cibo e ho finito per sviluppare un disturbo alimentare. Più studiavo e più ascoltavo il mio corpo, più ci pensavo: mi stavo sforzando di fare qualcosa che mi faceva stare male. Così l’estate scorsa, dopo quasi cinque anni da vegana, quando miei mi hanno piazzato davanti del pesce per pranzo l’ho mangiato. Mi ha causato una tale esplosione in testa che ho subito capito che era finita.

Adesso sono tornata onnivora. Le mie ossessioni sono sparite e sto decisamente meglio. Non sono diventata un’anti-vegana: stimo chi continua a esserlo ma non è una scelta per tutti e sicuramente non fa per me.

FRANCESCA MARIA, 31 ANNI, VEGANA

Sono diventata vegetariana quando avevo cinque anni. Non è stato per influenze familiari—in famiglia non ci sono né vegetariani né vegani—ma è stata una decisione esclusivamente mia, presa in seguito a un trauma. I miei nonni materni allevavano conigli e tra questi c’era Carolina, la mia preferita. Un giorno mio nonno mi ha detto: “Vieni, che andiamo a trovare Carolina.” Arrivati ha pensato bene di mettere il coniglio sottosopra e squartarlo davanti ai miei occhi. Ovviamente sono rimasta sconvolta e ho iniziato a rifiutare categoricamente la carne.

Poi, una volta cresciuta, la scelta è diventata una questione etica e mi sono avvicinata al veganesimo. All’inizio l’atteggiamento di certi vegani intransigenti mi ha un po’ respinta, perché per me le scelte alimentari sono una questione troppo personale e non si possono imporre. D’altra parte è impossibile comportarsi in modo totalmente sostenibile e ognuno ha il diritto di contribuire come crede e come può. La proverbiale goccia nell’oceano.

La scelta di smettere di essere vegana invece era anche un esperimento, visto che davvero onnivora non lo ero mai stata. Ho iniziato a introdurre nella mia dieta la carne molto gradualmente, sia per il sapore sia per motivi di digestione, ma non mi è mai piaciuta. La cosa che mangiavo più volentieri era la bresaola.

Dopo nemmeno quattro mesi, ho iniziato a notare cambiamenti negativi sul mio corpo: avevo i capelli bruttissimi, la pelle spenta, sembravo invecchiata e anche a livello di umore mi sentivo più giù del solito. Così ho ascoltato questi segnali e sono tornata a essere una vegana più convinta di prima.

FRANCESCO, 36 ANNI, EX VEGETARIANO

Sono diventato vegetariano il giorno del mio ventesimo compleanno. Era un modo di fare politica che non implicava discese in piazza o attivismo, ma più avanti ho capito che era anche una scelta che mi serviva a definire la mia identità. Sono tornato a mangiare carne due anni fa, quando ho cambiato lavoro, e dovendo presentarmi a persone nuove mi sono reso conto che quel pezzo di identità non lo sentivo più mio.

Tornare a mangiare carne è stato un processo graduale. All’inizio, quando l’aspetto identitario è molto forte, sei quasi contento di rispondere alle provocazioni: è una forma di attivismo e di esercizio intellettuale. Poi diventa un’abitudine e inizi a scocciarti all’idea che qualcuno possa chiederti spiegazioni, al punto che quasi ti nascondi e se ti portano una pasta alla carbonara la mangi scansando la pancetta e infilandola nel piatto di tua moglie, senza rompere a nessuno

D’altra parte col tempo inizia a svanire anche l’idealismo. A un certo punto capisci che la tua scelta individuale non cambia le sorti del pianeta e ti scocci sempre di più della tua scelta a ogni grigliata in cui devi spiegare che non mangi la salamella mettendo in imbarazzo le persone che ti hanno invitato senza saperlo. Almeno per me è stato così, alla fine non mi ha mai fatto schifo la carne e non ho mai provato disgusto all’idea di mangiare un animale morto: era un discorso puramente cerebrale. Con la maturità di oggi sostengo ancora la causa vegetariana, solo che più della scelta individuale adesso mi interessa l’azione politica per risolvere i problemi ambientali creati dalla produzione industriale di carne.

FEDERICO, 31 ANNI, EX VEGETARIANO

Sono diventato vegetariano nel 2013, quando sono andato a vivere da solo con la mia ragazza. Volevo diventarlo da tempo ma prima era quasi impossibile, perché vivendo con i miei non avevo il pieno controllo di quello che c’era nel frigorifero e visto che la carne mi piace molto quando me la trovavo nel piatto la mangiavo.

Non sono mai stato il tipo di vegetariano che fa proselitismo o si mostra superiore. Lo sono diventato semplicemente perché provavo pena nei confronti degli animali: avevo un cane e tra lui e un maialino non riuscivo a vedere nessuna differenza. Ma quando uscivo con gli amici e si andava in posti in cui per me c’era poca scelta mi sentivo quasi in colpa, e ho sempre cercato di non dare fastidio e di spiegare la mia scelta solo a chi voleva saperne qualcosa.

Ho ripreso a mangiare carne circa un anno fa, quando mi sono lasciato con la mia ragazza. Lei era molto più brava a cucinare e quando ci siamo lasciati io ho iniziato a mangiare spesso fuori, perché quello che mi preparavo a casa non era un granché. Così ho iniziato a cedere. La prima volta è stato con alcuni colleghi: dovevamo fare le comparse per la pubblicità di un aperitivo. Eravamo su una terrazza e ci offrivano drink e cibo e a un certo punto sono passati con una tartare fatta da un super chef. Ho esitato per un po’ e poi l’ho mangiata.

Per cui il mio ritorno alla carne è un fatto di pura golosità. In realtà, però, dopo le prime difficoltà di digestione, mi sembra di stare anche meglio fisicamente, forse perché la dieta che seguivo prima non era bilanciatissima. Comunque non è che ne mangi tantissima: non la compro quasi mai, anche perché non credo di essere capace di cucinarla. Mi capita più che altro di mangiarla quando esco. In futuro spero di riuscire a smettere di nuovo ma la carne mi piace troppo: anche quando non la mangiavo, se ne sentivo il profumo la tentazione era davvero forte.

MARTA, 31 ANNI, EX VEGETARIANA

Sono diventata vegetariana nel 2005. Mentre non amo il latte e posso rinunciare facilmente al formaggio, la carne mi piaceva molto: radunare la forza di volontà necessaria non è stato facile ma dopo qualche tentennamento sono andata dritta per quella strada fino al 2013, anno in cui per una serie di ragioni mi sono ritrovata a mangiare una fettina di salame. Da lì si è aperto l’abisso.

Gli affettati erano la cosa che mi mancava di più e quella fettina di salame mi ha ricordato quanto erano buoni. Per un po’ ho mangiato solo salame, ma pian piano il cerchio si è allargato e in un paio di mesi la mia scelta vegetariana era solo un ricordo e la causa di un sacco di sensi di colpa.

Il fatto è che la carne è buona, è più facile da gestire in diverse occasioni—prepararsi un panino, mangiare fuori—è facilmente reperibile e spesso molto più veloce da cucinare. Non che la cucina vegana e vegetariana non sia buona, anzi, spesso lo è quanto e più di quella onnivora. Ma comporta una certa quantità di impegno personale e dedizione che io non riesco più ad avere.

Il mio buon proposito per il futuro è quello di tornare a essere vegetariana. Devo solo scansare tutti i prosciutto e melone che mi si pareranno davanti.

Stanchezza

Ultimamente mi sento stanca fisicamente, poco concentrata e più nervosa del solito!

Ho fatto una piccola ricerca per trovare dei rimedi, la condivido con voi:

1.Dormire bene e dormire a lungo
La prima causa della stanchezza è in genere legata al sonno: si dorme poco o male. Per prima cosa quindi cercate di creare l’ambiente giusto per dormire: niente televisione in camera, guardare la tv per addormentarsi non è un buon rimedio e quando resta accesa disturba il sonno.

Andate a letto, chiudete gli occhi e tirate dritte fino all’ora della sveglia. Inutile cercare di recuperare con piccoli pisolini: riescono solo a tamponare l’emergenza, ma la stanchezza alla fine resta.

2. Bere tanta acqua
Senza acqua il corpo si addormenta: una leggera disidratazione può essere causa di stanchezza.

3.Cibi energetici
Un calo di energia è anche legato agli zuccheri e ci sono dei cibi che sono dei veri toccasana! Le noci e la frutta secca in generale sono dei potentissimi cibi anti stanchezza. Anche un pezzo di cioccolata è utilissima, e non certo solo per la stanchezza!

4.Rilassatevi
A volte non serve solo dormire, ma è necessario ricaricare il corpo allontanando lo stress. Fare respiri profondi aiuta, ma non solo. Basta prendersi una pausa di 5 minuti: quando vi alzerete vi sentirete meno stanche e più cariche!

5.Multitasking no grazie
Fate almeno 3 cose contemporaneamente e lo fate perché in fondo siete convinte che così state risparmiando tempo. Il problema è che a fine giornata vi sentite anche 3 volte più stanche del normale. La buona notizia è che essere multitasking stanca di più e non aiuta a risparmiare tempo.

6. Riappropriatevi della domenica (o del vostro giorno di riposo)!

Basta con i pranzi di famiglia infiniti in cui poi dovete anche lavare i piatti! Basta con le domenica passate a stirare i panni di tutti! La “domenica” è il giorno del riposo, anche per voi: prendetevi la domenica per rilassarvi. Chiudetevi in camera da letto e non aprite a nessuno, per nessun motivo al mondo!

7. Attività fisica.
“Mens sana in corpore sano” non è solamente un antico detto latino ma un vero e proprio toccasana.
Oltre a permetterci di “staccare” completamente dalla routine, lo sport aiuta a combattere l’ansia e lo stress, evitando così che man mano si accumulino e contribuiscano in seguito alla nostra stanchezza mentale.